L’UOMO DI PASQUA

Eccola Virginia, bella come non mai, che stà andando a fare la spesa nel solito negozio di fiducia. Pasqua ormai è vicina.
-Buongiorno Attilio! Rivolgendosi al negoziante.
-Buongiorno a te Virginia.
-Mi daresti un pezzo d’agnello da fare al forno, per favore?
-Per quante persone?
-Per me Attilio, anche questa domenica l’uomo della mia vita è fuori per lavoro. Nel frattempo entra un’amica ( o almeno crede di esserlo) della donna…..
-Ooddiioo Virginia cara come stai? E’ già un po’ che non ci vediamo? Sai io e Sandro partiamo questo pomeriggio. Andiamo a Copenaghen per sei giorni. Avrei preferito il sole e la spiaggia dorata di Sharm ma, sai com’è, abbiamo fatto la settimana bianca a St. Moritz, quindi ci dobbiamo accontentare!
-E’ bellissimo! Rispose Virginia sciorinando un sorriso di vetroresina; quindi continuò nel suo curiosare tra gli scaffali. La porta del negozio si apre nuovamente e…
-Buongiorno Virginia
-Buongiomo a lei don Perignon.
-Vedo che siamo di spesa!
-Si, ho fatto provviste per il pranzo di pasqua. Adesso vado dal parrucchiere. Noi ci rivedremo nel pomeriggio per la confessione.
-D’accordo, allora buona giornata
-Anche a lei. Arrivederci Attilio!
E se ne andò dal parrucchiere. Chiacchiere e pettegolezzi da pettine e forbici accompagnarono Virginia fino ad un piatto di spaghetti all’olio e ad una macedonia, una telefonata al marito ed una ventina di pagine di “on the road” accompagnato da un buon bicchiere di Lagavulin. Quindi, verso le tre del pomeriggio, vestita di tutto punto si dirige verso la parrocchia del paese per il rito della confessione pasquale.
-Salve padre!
-Benvenuta nella casa del signore! Ti stanno molto bene i capelli!
-Grazie
-Prego accomodati! Indicandole il confessionale. La donna si tolse la giacca e la lasciò su di una panca assieme alla borsetta
-Nel nome del padre del figlio e dello spirito santo!
-Amen. Padre chiedo perdono perchè ho peccato.
-Quali sono i tuoi peccati figliuola?
-Beh, ultimamente ho trascurato un po’ troppo la fede, non sono più venuta a messa e talvolta sono stata scorretta nei confronti di mio marito. Padre, qua dentro fa un caldo tremendo, le scoccia se mi sbottono un po’ la camicia?
-Niente affatto….Torniamo a noi. Vedi Virginia, la fede in dio è importante, ma il rapporto con tuo marito è fondamentale; quindi, anche se spesso è difficile, cerca sempre di aiutarlo, invece che dargli contro. Adesso dimmi l’atto di dolore.
-Atto di dolore, mio dio mi pento e mi…NO non mi pento affatto!
E con un salto felino balzo’ fuori dal confessionale. Afferrò il curato per l’abito talare, lo tirò fuori dal suo compartimento e gli mise subito la lingua sulla bocca. Don Perignon, forse sentitosi minacciato da si’ tanta aggressività, cercò di liberarsi dalia morsa della donna, ma senza alcun successo. I bottoni della tonaca e quelli della camicia del prete caddero sul pavimento come monetine nella tasca di una slot machine ed il suo cazzo finì nella bocca della penitente. Bastarono due/tre succhiate ed un paio di morsi sulla cappella ( non era sicuramente quella sistina) per far sciogliere il sacerdote come un cubetto di ghiaccio ai sole.
-Mi fai impazzire troia! Succhia! Succhia !
-AHH , hai davvero un bel cazzo, brutto porco di un prete!
E lo spogliò completamente. E si spogliò completamente. | due si aggrovigliarono sul freddo pavimento, la donna stese Perignon e cominciò a cavalcarlo, manco fossero un puledro e la sua amazzone.
-Dai spingimelo dentro «ARHH, ARH |
E giù dai a son di pelviche. Virginia era come posseduta da una forza sovrannaturale; leccava quel corpo con l’impeto di una iena quando finisce di mangiare la sua preda, lo morse violentemente sul collo e sulla giugulare, gli fece un livido sul petto con un pizzicotto.
-Oddio vengo, vengo
-Dai, riempimi di sborra!
-Eccola… AHH AHH OAHRR!! E le riempì il petto di bianco e caldo sperma.
-Tieni, prendi il fazzoletto per asciugarti!
-Niente affatto! Voglio portare addosso il frutto del peccato.
Don Perignon, completamente nudo, si inginocchiò ai piedi dell’ altare, allargò le braccia e, guardando il crocifisso urlò : — Padre, padre santo perdonaci perchè non sappiamo quello che facciamo!
-Forse te non sai quello che stai facendo! Replicò Virginia aggiungendo:
-Sono anni che aspetto di farmi sbattere da te. Sono anni che mi masturbo dopo ogni tua funzione. Mi fai impazzire! Poi prese un paio di manette dalla borsetta, prese il parroco per i capelli e lo ammanettò ad una colonna della chiesa.
-Non sono ancora sazia. Ho ancora sete di sborra! E ricominciò a spompinario!
-Oddio quanto sei porca! Dai succhia, succhiaaaa!
La donna lasciò perdere per un attimo il cazzo e cominciò a leccare dal basso verso l’alto il ventre sudato di Perignon, io afferrò per gli orecchi e lo baciò. Aveva il fuoco su quella lingua. Quindi riprese il cazzo, se lo ficcò nella fica e continuò a farsi scopare finchè il prete non ebbe l’orgasmo
-Ahhi! Ahhrrr!
-E bravo il mio bambino! Adesso cambiamo gioco!
Rovistò nella borsetta e prese un oggetto che si nascose subito dietro la schiena.
-Coraggio, mamma ha una sorpresa per te!
Cominciò a stimolarsi la fica alternando ditalini a due o tre dita a piccoli scappellotti, morse l’uomo sul collo e gli mostrò la sorpresa : un black magic dildo di 28 centimetri, se lo strofinò sulla vagina e lo passò sulla bocca schifata di lui.
-Sei pazza! Cosa vuoi fare!? Ti prego lasciami!
-Sta a vedere cosa ti combina la Virginia!
E si diresse verso il tabernacolo, lo apri e prese il calice, to posizionò in mezzo alle gambe del suo confessore, impugnò il dildo e glielo ficcò svariate volte nel buco del culo. Le urla di dolore si fecero da subito strazianti, persino due lacrime caddero sul pavimento, ma l’impeto della femme fatale non aveva la minima intenzione di placarsi.
-Pietàààà, pietààà.
-Zitto la chiesa è chiusa e la perpetua è giù in paese! L’ho incrociata quando venivo qua. -Cosa vuoi? Soldi?
-NOOO! Voglio solo godere!
Quindi prese il calice dove vi aveva fatto colare il sangue del culo, lo annusò, lo mise tra le labbra del curato e…
-Bevi stronzo, tiralo giù. Ti ricordi della piccola Virginia?I! giorno precedente la prima comunione mi dicesti che per prepararsi a ricevere il corpo di cristo bisognava provare quello di un’altra persona; e ti facesti leccare il cazzo da me. Avevo solo dieci anni. Bevi il tuo sangue Bastardo! Non l’ho mai etto a nessuno, ma mi imposi che te l’avrei fatta pagare prima o poi. Ed il momento è arrivato.
-Vuoi uccidermi?
-Non ci penso nemmeno, vederti supplicare e piangere mi riempie di gioia, ed il fatto che dovrai andare in ospedale a farti ricucire il culo e umiliarti davanti ad un dottore mi fa letteralmente impazzire.

Virginia si rivesti con cura, sputò un paio di volte sul corpo di don Perignon, attraversò tutta la chiesa, apri la porta , si soffermò a guardare la luce del sole per un istante e STOON.




[da “La Scatola Nera”]